Castello di Albiano: storia e panorami nel cuore del Canavese

Il Castello di Albiano d’Ivrea domina dall’alto il piccolo borgo di Albiano, su una collina che guarda verso la pianura di Ivrea e la grande Serra Morenica. La sua posizione panoramica non è casuale: nei secoli il castello ha rappresentato un importante punto di controllo sul territorio del Canavese e sulle vie di comunicazione che collegavano la pianura piemontese con la Valle d’Aosta.
Oggi il castello è uno dei simboli storici del paese e racconta una lunga storia che affonda le radici nel Medioevo, intrecciandosi con il potere religioso dei vescovi di Ivrea e con le vicende politiche del territorio canavesano.
Le origini medievali
Le prime testimonianze documentate del castello risalgono all’anno 1000, quando l’imperatore del Sacro Romano Impero concesse il feudo di Albiano al vescovo di Ivrea. Questo atto ufficializzava probabilmente una situazione già esistente da tempo: il territorio era infatti sotto il controllo temporale dei vescovi eporediesi, che amministravano la zona non solo dal punto di vista religioso ma anche politico e militare.

Il castello aveva quindi una funzione molto particolare rispetto ad altre fortificazioni medievali: non era soltanto una struttura difensiva, ma anche una residenza vescovile e centro amministrativo del territorio circostante. Da qui venivano controllati i villaggi e le campagne della zona.
Nel corso dei secoli il controllo del castello fu al centro di varie vicende politiche. Nel 1326 il vescovo di Ivrea concesse il castello ai principi di Savoia-Acaia, una delle principali ramificazioni della casa sabauda. Tuttavia le guerre che interessarono il Canavese nel XIV secolo portarono nuovamente la fortezza sotto il controllo diretto dei vescovi di Ivrea.
Il castello tra guerre e ricostruzioni
Come molte fortificazioni medievali del Piemonte, anche il castello di Albiano subì periodi di declino, saccheggi e ricostruzioni. Nel corso del Cinquecento il vescovo Bonifacio Ferrero promosse un importante intervento di restauro, necessario dopo anni di deterioramento e danneggiamenti.
Nonostante i lavori, la fortezza non sfuggì alle turbolenze politiche dell’epoca. Durante la guerra civile piemontese del 1641 il castello fu gravemente danneggiato e in parte distrutto. Solo all’inizio dell’Ottocento venne ricostruito nella forma che, con alcune modifiche successive, possiamo osservare ancora oggi.
Nel corso dei secoli il castello continuò a essere utilizzato come residenza estiva dei vescovi di Ivrea, mantenendo quindi una forte connessione con la storia religiosa del territorio.

Il ricetto medievale e il sistema difensivo
Ai piedi del castello si trova un elemento molto interessante dal punto di vista storico: il ricetto di Albiano, un piccolo complesso fortificato formato da edifici destinati alla conservazione delle derrate alimentari e alla protezione della popolazione in caso di pericolo.
Queste costruzioni, disposte lungo il pendio sotto la rocca, erano dotate di magazzini, cantine e spazi di rifugio. In caso di attacco o saccheggio gli abitanti del villaggio potevano ripararsi qui insieme alle proprie scorte di cibo e vino.
Il ricetto era difeso da:
– fossati
– mura fortificate
– torri di guardia
– un ponte levatoio che permetteva l’accesso dal basso.
Secondo alcune tradizioni locali esistevano anche passaggi sotterranei che collegavano il castello al borgo, utilizzati come vie di fuga o per spostamenti in sicurezza.
Il castello oggi
Ancora oggi il castello è di proprietà della diocesi di Ivrea, a testimonianza del suo antico legame con il potere vescovile. Nel corso del tempo la struttura ha ospitato anche figure importanti della chiesa locale, tra cui il vescovo emerito di Ivrea monsignor Luigi Bettazzi.
Oggi il castello non è un grande museo come altre residenze storiche del Canavese, ma rimane un luogo ricco di fascino storico e paesaggistico che caratterizza il profilo del borgo di Albiano.
La collina su cui sorge offre splendidi scorci sulla pianura eporediese e sulla Serra Morenica, rendendolo uno dei punti panoramici più suggestivi della zona.
Attualmente il castello è di proprietà della diocesi di Ivrea e non è sempre aperto al pubblico come museo. Tuttavia il complesso e l’area circostante possono essere ammirati dall’esterno e rappresentano una tappa suggestiva per chi visita il paese. Passeggiando nel centro storico è possibile osservare le antiche strutture difensive, il ricetto medievale e alcuni scorci panoramici sul territorio circostante.
🧭 Informazioni per la visita
Il borgo di Albiano d’Ivrea è facilmente raggiungibile in auto da Ivrea e da Torino, ed è una tappa ideale per chi desidera esplorare il Canavese tra storia, paesaggi e piccoli centri ricchi di fascino. La visita al castello può essere abbinata alla scoperta del paese, delle colline moreniche e dei numerosi itinerari naturalistici presenti nella zona.
📍INDIRIZZO
🕔 ORARI DI APERTURA
Proprietà Privata!
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Da Piazza Castello al Castello di Albiano (guarda la strada)
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