Un viaggio nella storia del Canavese

Il Canavese è una terra che racconta una storia molto antica, fatta di popoli, castelli, battaglie e trasformazioni. Situato tra la pianura piemontese e le Alpi, questo territorio è stato per secoli un punto strategico di passaggio tra il nord Italia e l’Europa alpina.
Dalle prime popolazioni preistoriche fino all’epoca industriale di Ivrea, il Canavese ha visto nascere villaggi, fortezze e comunità che hanno lasciato tracce ancora visibili nel paesaggio e nei borghi di oggi.
Le origini: dai primi insediamenti alla romanizzazione
La presenza umana nel Canavese risale a tempi molto antichi. Dopo il ritiro dei ghiacciai che formarono l’anfiteatro morenico di Ivrea e la lunga Serra morenica, gruppi di popolazioni iniziarono a stabilirsi in queste terre ricche di acqua e foreste.
Prima dell’arrivo dei Romani, il territorio era abitato dai Salassi, una popolazione alpina che controllava le vie di accesso verso la Valle d’Aosta e i passi alpini.

Con la conquista romana nel II secolo a.C., l’area entrò stabilmente nell’orbita di Roma. Venne fondata la città di
Ivrea, conosciuta in epoca romana come Eporedia, che divenne un importante centro militare e commerciale lungo la strada che collegava la pianura padana con le Alpi.
Il territorio si popolò di ville agricole, strade e piccoli centri rurali, alcuni dei quali sono all’origine dei borghi attuali.
Il Medioevo: la terra dei castelli
Con la caduta dell’Impero Romano il territorio attraversò secoli di instabilità. Tra il IX e il XII secolo il Canavese divenne un’area strategica contesa tra poteri locali, vescovi e famiglie nobiliari.
In questo periodo nacquero molti dei castelli che ancora oggi caratterizzano il paesaggio canavesano. Le fortificazioni servivano per controllare il territorio e difendere i villaggi.
Tra i più importanti si possono ricordare:
- Castello di Masino
- Castello Ducale di Agliè
- Castello di Pavone
Molti paesi svilupparono anche i ricetti, complessi fortificati dove la popolazione conservava le scorte e trovava rifugio in caso di attacco.

Questo periodo segnò profondamente il territorio: ancora oggi torri, mura e borghi medievali raccontano quell’epoca.
Il Canavese e la Casa Savoia
A partire dal tardo Medioevo il territorio entrò progressivamente nell’orbita della Casa di Savoia, che consolidò il proprio controllo su gran parte del Piemonte.
Nel corso dei secoli molte fortezze medievali vennero trasformate in residenze nobiliari e dimore di campagna. Alcuni castelli assunsero un aspetto più elegante, diventando luoghi di rappresentanza per nobili e funzionari.

Un esempio importante è il castello di
Castello Ducale di Agliè, che divenne una residenza sabauda e oggi fa parte delle Residenze Reali del Piemonte.
Il Canavese rimase per lungo tempo una regione agricola, caratterizzata da piccoli borghi, vigneti e cascine.
L’Ottocento e la trasformazione industriale
Nel XIX secolo il territorio iniziò a cambiare profondamente. La città di Ivrea divenne uno dei principali centri industriali del Piemonte.
Il momento più significativo arrivò nel Novecento con la nascita e lo sviluppo della Olivetti, azienda che trasformò Ivrea in un centro internazionale di innovazione tecnologica e architettonica.
L’industria portò sviluppo economico, nuovi quartieri e una forte crescita culturale. Ancora oggi l’eredità di Olivetti è visibile nella città, tanto che il sito industriale è stato riconosciuto patrimonio mondiale dall’UNESCO.
Il Canavese oggi
Oggi il Canavese è un territorio che unisce storia, natura e tradizioni. I castelli medievali, i borghi storici, i laghi morenici e le colline ricche di vigneti raccontano un passato che continua a vivere nel presente.
Chi visita questa zona può scoprire:
- borghi ricchi di storia
- castelli e residenze nobiliari
- paesaggi naturali tra colline e montagne
- tradizioni gastronomiche e eventi locali.

Il Canavese rappresenta ancora oggi una delle aree più autentiche del Piemonte, ideale per chi desidera esplorare luoghi ricchi di storia a pochi chilometri da Torino.











